Curiosità

Alcune cose che (forse) non sapete…

Richard vive con la moglie Kate e i due figli in una villa vicino a Gloucester, in campagna. Possiede inoltre un’abitazione a Richmond, unico quartiere di Londra che si estende sia a nord che a sud del fiume Tamigi.

È un grandissimo appassionato di calcio, tifa per il Manchester United e simpatizza per il Wigan Athletic, la squadra della sua città. Con il pallone tra i piedi se la cava piuttosto bene, soprattutto come ala sinistra, e per questo viene spesso invitato a giocare nelle partite di beneficenza tra celebrità o vecchie glorie. Il suo numero di maglia preferito è l’11 e il suo idolo è George Best.

Il suo secondo nome è Paul, in onore dello zio paterno. In questo modo si spiega l’acronimo RPA che ha utilizzato nel 2010 per il progetto United Nations of Sound.

Nel 1995 Noel Gallagher degli Oasis dichiarò in un’intervista: «I Verve sono un gruppo di cadetti spaziali guidati da Captain Rock». Ecco quindi da dove deriva il più celebre soprannome di Ashcroft, i cui altri nomignoli sono ‘Rich’ e ‘Dickie’. Per la stampa inglese è sempre stato ‘Mad Richard’, mentre un amico d’infanzia ha raccontato che i compagni di classe erano soliti chiamarlo ‘Jesus’, «perché amava stare sempre al centro dell’attenzione».

Alcune foto del periodo alla Up Holland High School rivelano già le caratteristiche fisiche di Richard che ora sono famose: molto magro, piuttosto alto (oggi è 178 cm), occhi grandi, zigomi ossuti, labbra carnose e un naso notevole.

richard ashcroft calciatore                richard ashcroft ragazzo

Suo padre Frank è scomparso quando lui aveva undici anni a causa di un’improvvisa emorragia cerebrale, conseguenza di un incidente d’auto avuto da ragazzo. Il testo della canzone The Drugs Don’t Work è strutturato sotto forma di dialogo fra i due e non fa riferimento a sostanze stupefacenti, come molti erroneamente pensano, bensì ai medicinali somministrati dai medici all’uomo nel vano tentativo di salvargli la vita.

Da adolescente Richard poteva cambiare taglio di capelli ogni volta che lo desiderava: decolorante, mèche, permanenti, mullet, tutto merito di mamma Margaret, provetta parrucchiera.

Pare che Richard abbia speso gran parte dell’anticipo sul primo contratto firmato insieme ai Verve con la Hut in… lasagne! Se ne faceva portare una teglia a casa ogni giorno finché i soldi non finirono.

La sua prima band, nella quale figurava anche il chitarrista Nick McCabe, era conosciuta con il nome The Butterfly Effect, poi cambiato in Rain Garden. Il loro brano d’esordio, contenuto su una cassetta audio denominata Winstanley College Music Compilation, si intitolava Documentary.

winstanley college music compilation

Il primo concerto dei Verve si è tenuto il 15 agosto 1990 al pub Honeysuckle di Poolstock, vicino Wigan. Il suo debutto live da solista risale invece al 18 maggio 2000 presso il Ted’s Wrecking Yard di Toronto.

Qualche istante prima di ogni suo concerto viene trasmessa in sottofondo la canzone Holy Are You, scritta nel 1968 dal maestro David Axelrod per la band americana degli Electric Prunes. Richard, che considera il brano una sorta di portafortuna, ha avuto il piacere di eseguirlo dal vivo durante il concerto che Axelrod ha tenuto il 17 marzo 2004 alla Royal Festival Hall di Londra.

Peter Salisbury ha continuato a collaborare con Richard anche dopo il secondo scioglimento dei Verve, e ha suonato la batteria nei suoi primi tre album solisti.

Richard sembra amare Sonnet più di ogni altra canzone da lui composta, così come non è un mistero la sua ammirazione per l’ex pugile Muhammad Ali (nato Cassius Clay). Potrebbero essere questi i motivi che lo hanno spinto a chiamare i suoi figli Sonny e Cassius.

Lui e la moglie Kate Radley si sono conosciuti a metà del 1995, quando lei era tastierista della band Spiritualized e fidanzata con il frontman Jason Pierce. Il feeling tra i due fu immediato, tanto che nel giro di pochi mesi la Radley chiuse la sua relazione con Pierce e sposò Ashcroft in gran segreto. Dave Boyd, in quegli anni manager della casa discografica Hut, a tal proposito disse: «Credo che Richard si sia innamorato di Kate il giorno stesso in cui l’ha conosciuta».

richard ashcroft kate radley               richard ashcroft noel gallagher

In un’intervista rilasciata a Radio Capital nel 2006, alla domanda su quale fosse la sua canzone preferita, Richard ha indicato No Other di Gene Clark, il fondatore dei Byrds. Un altro brano che non ha mai nascosto di adorare è I Am the Cosmos di Chris Bell.

Il memorabile video del singolo dei Verve Bitter Sweet Symphony, che lo ha consacrato a icona del rock mondiale, è stato girato sulla Oxton Street a Londra. Il format della camminata sul marciapiede trae ispirazione dal videoclip di Unfinished Sympathy, brano dei Massive Attack del 1991, nel quale Shara Nelson canta mentre percorre a piedi un quartiere di Los Angeles.

Nel 1997 la ABKCO Records, proprietaria del 100% delle royalties relative a Bitter Sweet Symphony, consentì alla Nike di utilizzare la canzone in un suo spot, contro il volere dei Verve. Dal canto suo Richard, riconosciuto quantomeno come autore del testo, decise di devolvere la sua parte di ricavato in beneficenza.

Come riportato nel booklet dell’album (What’s the Story) Morning Glory? degli Oasis, la canzone Cast No Shadow «è dedicata al genio di Richard Ashcroft». Quest’ultimo ha successivamente dedicato il brano A Northern Soul a Noel Gallagher.

Il titolo del suo terzo disco, Keys to the World, gli è stato suggerito da un episodio accaduto proprio in Italia. Nel 1997, mentre era in vacanza a Roma con la moglie Kate, Richard venne riconosciuto e inseguito da un’orda di ragazzine che si erano appostate fuori dal suo hotel, lo stesso in cui soggiornava Leonardo Di Caprio. Si ritrovò così a correre giù per la gradinata di Piazza di Spagna, per poi trovare riparo in un negozio. Da una finestra si mise a guardare quello che stava succedendo in strada e pensò: «Ora posseggo le chiavi del mondo, ma che uso posso farne?».

Parlando degli esordi con i Verve, Ashcroft ha definito ‘sciocco’ il nome scelto per la band, salvo poi aggiungere: «Verve significa eccitazione, emozione. Non voglio parlare di indennità di disoccupazione, le persone si ritrovano già queste cose sbattute in faccia ogni giorno».                 

bitter sweet symphony video

7 thoughts on “Curiosità

  1. Grazie mille Luna, gentilissima! 🙂 Guarda, al momento non so nulla di nulla, non dico che sto perdendo le speranze ma quasi… Il nuovo album è pronto ma non esce, sembra ci siano grossi problemi a livello discografico e manageriale, e di conseguenza anche per i live è tutto fermo… Pure io non vedo l’ora di rivederlo dal vivo, sul palco Richard è un fenomeno!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...