Biografia

sfondo blog Richard Ashcroft ItaliaRichard Paul Ashcroft viene da molti considerato l’erede spirituale di icone del rock ‘n’ roll quali Mick Jagger e Jim Morrison. Carismatico, affascinante, spigoloso nell’aspetto e sinuoso nella movenze, posseduto da un’energia quasi sciamanica, incarna e manifesta l’epico fervore della musica rock con una potenza e un’eloquenza non raggiungibili da nessuno dei suoi contemporanei.

Richard nasce l’11 settembre 1971 a Billinge, piccolo sobborgo di Wigan, proprio a metà strada fra Manchester e Liverpool. Figlio dell’impiegato Frank e della parrucchiera Margaret, fratello maggiore di Victoria e Laura, inizia a frequentare la Up Holland High School insieme ai futuri compagni di band Simon Jones, Simon Tong e Peter Salisbury. Dopo aver perso il padre all’età di 11 anni, cresce sotto l’influenza del patrigno, un membro del secolare ordine dei Rosa Croce, che esegue abitualmente esperimenti sull’espansione della mente e si dedica allo studio delle arti curative.

Nel 1989 fonda i Verve insieme al bassista Jones, al batterista Salisbury e al talentuoso chitarrista Nick McCabe, conosciuto durante gli anni di studio al Winstanley College; dopo la firma del contratto con la casa discografica Hut nel 1992 e la pubblicazione del singolo d’esordio, All in the Mind, i quattro ragazzi ricevono lodi sconfinate per il loro maestoso, oceanico guitar pop, mentre Ashcroft si guadagna dalla stampa britannica lo sprezzante soprannome di ‘Mad Richard’.

the verve 1989              richard ashcroft bambino              the verve 1993

Nonostante il plauso della critica, i Verve sembrano spesso in balia di forze fuori dal loro controllo. Nel 1994, durante il tour con il festival itinerante Lollapalooza per promuovere il loro album di debutto, lo psichedelico A Storm in Heaven uscito nel luglio del 1993, Richard finisce in ospedale per via una forte disidratazione causata da un abuso di alcolici, e nel giro di pochi mesi ha inoltre inizio una prolungata battaglia legale con l’etichetta jazz americana Verve Records, che costringe la band a modificare il proprio nome ufficiale aggiungendovi l’articolo ‘The’.

Registrato sotto l’influsso di ecstasy e altri allucinogeni, il monumentale A Northern Soul del 1995 fa aumentare la popolarità del gruppo ma, a causa delle continue incomprensioni e dei bruschi litigi tra il cantante e il chitarrista McCabe, ne provoca di fatto il primo scioglimento. Qualche settimana dopo Richard decide comunque di riformare la band per iniziare a lavorare su un terzo album, sostituendo Nick con l’ex compagno di scuola Simon Tong. Tuttavia, durante la fase di registrazione, resosi conto della mancanza di un elemento fondamentale, Ashcroft mette da parte il suo orgoglio e telefona a McCabe per invitarlo a tornare.

Nel settembre del 1997 i Verve, ora diventati cinque, raggiungono finalmente la fama internazionale con Urban Hymns, disco capolavoro che raccoglie premi e consensi in tutto il mondo anche grazie a hit memorabili come Bitter Sweet Symphony, The Drugs Don’t Work, Lucky Man e Sonnet. Purtroppo, in seguito a una spiacevole controversia legale, il 100% dei diritti di pubblicazione di Bitter Sweet Symphony viene assegnato alla ABKCO Records, poiché la canzone utilizza un campionamento d’archi estrapolato da una versione strumentale di The Last Time dei Rolling Stones (a sua volta cover del brano This May Be the Last Time degli Staple Singers, ai quali Jagger e Richards non hanno mai riconosciuto i diritti d’autore). Nel frattempo, le tensioni tra Ashcroft e McCabe riemergono, il chitarrista lascia la band e dopo un tour conclusivo senza di lui i Verve si sciolgono di nuovo, apparentemente per sempre.

the verve 1995    richard ashcroft nick mccabe    the verve 1997

Il debutto solista di Ashcroft non tarda ad arrivare: a metà del 2000 esce infatti Alone with Everybody,  anticipato in tutte le radio dal fortunatissimo singolo A Song for the Lovers. Più tardi, in autunno, Richard celebra il successo del disco con un tour di dieci date negli Stati Uniti che fa registrare il tutto esaurito. Due giorni prima dell’avvio a Chicago, tutti i concerti vengono rinviati per problemi di salute del cantante, e le speculazioni collegano subito il fatto al suo precedente uso di droga nel periodo con i Verve. I rumors vengono però rapidamente scacciati, e le date americane riprogrammate per il gennaio del 2001. L’anno successivo Ashcroft ritorna con il suo secondo album, il profondo e spirituale Human Conditions, apprezzato moltissimo dai fan ma accolto tiepidamente dalla critica.

Richard, sposato dal 1995 con l’ex tastierista degli Spiritualized Kate Radley e padre dei piccoli Sonny e Cassius, decide quindi di passare un po’ di tempo in tranquillità con la sua famiglia. Ricompare solo nel 2005, quando supporta i lanciatissimi Coldplay nel loro tour internazionale, e il 2 giugno esegue insieme a loro Bitter Sweet Symphony al Live 8 di Londra. Chris Martin lo introduce sul palco affermando: «Questa è probabilmente la più bella canzone che sia mai stata scritta, e lui è il miglior cantante del mondo».

Il 2006 è un anno molto impegnativo: dopo il fallimento della Hut, Richard firma per la prestigiosa etichetta Parlophone e in gennaio pubblica il suo tanto atteso terzo album solista, Keys to the World, promosso nei mesi successivi con numerose apparizioni televisive e radiofoniche e un lungo tour, che culmina il 17 giugno nella data di Manchester davanti a quasi 30 mila persone.

 richard ashcroft 2000    richard ashcroft coldplay 2005    richard ashcroft famiglia

Il 26 giugno 2007 i fan accolgono con grande stupore la notizia che Richard ha deciso di riformare nuovamente i Verve, con l’esclusione del solo Simon Tong, per realizzare insieme un nuovo disco. Dopo un esaltante tour autunnale nel Regno Unito per celebrare la reunion, la primavera del 2008 vede i quattro volare negli Stati Uniti e in Canada e successivamente imbarcarsi in numerosi festival europei. In particolare, la band viene scelta come headliner per il leggendario Glastonbury, dove incanta la folla con successi vecchi e nuovi. A fine agosto, trascinato dall’accattivante singolo Love Is Noise, viene pubblicato l’album Forth, che balza in testa alle classifiche di mezzo mondo.

Nonostante le varie rassicurazioni che il gruppo non si sarebbe sciolto nuovamente, segue un lungo periodo di silenzio, e iniziano a circolare voci che parlano di tensioni mai sopite tra i vari membri e di mancanza di comunicazione e interesse da parte di Ashcroft. I Verve, per la terza volta, non esistono più, anche se l’unica informazione ufficiale che viene fatta trapelare, attraverso le parole di Nick McCabe, è che «la band sembra essere in vacanza».

Nel dicembre 2009, dopo aver addirittura pensato di ritirarsi dalla scena musicale, Richard dà vita al progetto RPA & The United Nations of Sound insieme ai musicisti Steve Wyreman (chitarra), Paul Wright (basso) e Derrick Wright (batteria). L’album, registrato tra New York, Los Angeles e Londra, viene intitolato semplicemente United Nations of Sound, e rilasciato a luglio 2010. Prodotto da No I.D. (già con Jay-Z, Drake, Kanye West e Rihanna), il disco abbraccia molte delle influenze musicali di Ashcroft e rappresenta per l’artista un repentino cambio di direzione. Il successo commerciale è scarso, ma durante il tour promozionale Richard dimostra ancora una volta di essere uno straordinario ‘animale da palcoscenico’.

Sul finire del 2010 Ashcroft collabora con il compositore americano Thomas Newman per il brano Future’s Bright, che nel febbraio del 2011 compare insieme al suo precedente singolo Are You Ready? nel film di George Nolfi The Adjustment Bureau, con Emily Blunt e Matt Damon. A metà 2012 il cantante rilascia alcune dichiarazioni riguardo ad un possibile nuovo album già nel 2013, e il 9 luglio di quest’anno annuncia in un’intervista su BBC Radio 6 di voler lanciare sul mercato un brano inedito a settembre. Qualche settimana dopo, il 21 luglio, sale sul palco del Latitude Festival, nel Suffolk, conquistando la folla con una superlativa performance acustica.

rpa united nations of sound   richard ashcroft 2013   the verve 2008

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