Richard Ashcroft riscrive la storia: ‘Bitter Sweet Symphony’ è tutta sua, dopo 22 anni i Rolling Stones rinunciano alle royalties

verve bitter sweet symphony cd1Giornata storica, quella di oggi, per i fan dei Verve e per tutto il mondo della musica: attraverso un comunicato stampa, Richard Ashcroft ha annunciato che il mese scorso i diritti d’autore su Bitter Sweet Symphony, uno dei brani più famosi di sempre e primo singolo estratto dal leggendario album Urban Hymns, sono tornati interamente nelle sue mani dopo ventidue lunghissimi anni. Nel 1997, al termine di un’aspra controversia legale sorta in seguito al successo planetario della canzone, il 100% delle royalties di Bitter Sweet Symphony era stato infatti assegnato alla ABKCO Records del potentissimo manager Allen Klein, per via dell’utilizzo di un campionamento d’archi estrapolato da una versione strumentale di The Last Time dei Rolling Stones eseguita dalla Andrew Loog Oldham Orchestra. Di recente Richard, che nonostante il tempo trascorso e i milioni di dollari visti sfumare non si è mai dato per vinto, anziché scagliarsi nuovamente contro la ABKCO si era rivolto direttamente a Mick Jagger e Keith Richards (ai quali aveva anche aperto due live nel giugno 2018), che senza troppe esitazioni hanno accolto la sua richiesta. Ecco il testo integrale del comunicato, tradotto in italiano:

«È per me un grande piacere annunciare che il mese scorso Mick Jagger e Keith Richards hanno accettato di concedermi la loro parte dei diritti sulla canzone Bitter Sweet Symphony.
Questa straordinaria e appagante svolta è stata resa possibile dal gesto gentile e generoso di Mick e Keith, che si sono anche detti contenti di togliere i loro nomi da quelli dei compositori, così che tutte le future royalties derivanti dal brano passino a me.
Voglio ringraziare chi ha reso possibile tutto ciò: il mio management, ovvero Steve Kutner e John Kennedy, i manager degli Stones Joyce Smith e Jody Klein (per avermi incredibilmente risposto), e infine un forte e sincero grazie di cuore, con tanto rispetto, per Mick e Keith.
Music Is Power».

Ora che finalmente giustizia è stata fatta, seppur in enorme ritardo, sorge spontanea una domanda: Richard vorrà condividere questa legittima e tanto agognata conquista con gli altri quattro componenti dell’ormai disciolta band (contando anche Simon Tong, all’epoca in organico), sia sul piano mediatico che soprattutto su quello economico? La risposta pensiamo di conoscerla, ma quando si parla di Mr. Ashcroft le sorprese sono sempre dietro l’angolo…

“It’s a bitter sweet symphony, that’s life
Trying to make ends meet
You’re a slave to money then you die”

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