Richard Ashcroft in concerto a Londra, il racconto di una serata magica

richard ashcroft londra roundhouse 1Sono le 21 esatte di lunedì 16 maggio quando Richard Ashcroft, in perfetto orario, si presenta sul palco della Roundhouse di Londra, indossando ancora una volta l’abito azzurro scelto per la copertina dell’album These People. Magro, fin troppo, maschera antigas al collo e Ray-Ban Aviator a mettere ancora più in evidenza il suo naso importante, Captain Rock non perde tempo e dopo un rapido saluto ai circa tremila fan presenti parte subito in quarta con Out of My Body, un mix di elettronica e funk dal ritmo incalzante e dal ritornello che entra subito in testa come un mantra. Fin dalle prime battute del concerto si capisce che sarà una grande serata, e la conferma arriva sulle note del nuovo singolo This Is How It Feels, eseguito alla perfezione e accolto con entusiasmo dal pubblico. Si prosegue con una delle gemme della discografia solista di Ashcroft, l’incantevole Science of Silence, per poi tornare indietro di quasi vent’anni con Sonnet, sempre bellissima e intonata a squarciagola da tutta la sala.

richard ashcroft londra roundhouse 2Dal passato al presente il salto è breve grazie all’inedito They Don’t Own Me, soave ballata che riporta alla mente proprio i Verve di Urban Hymns, ma è in occasione delle hit Break the Night with Colour e Music Is Power che l’uomo di Wigan inizia realmente a scatenarsi, dimenandosi sulla scena come un serpente e arrivando persino a suonare la chitarra elettrica con gli occhiali. Entrambi i pezzi vengono allungati a dismisura sul finale fino a raggiungere quasi gli otto minuti, con Steve Wyreman (già presente nel progetto RPA & The United Nations of Sound) libero di sbizzarrirsi a colpi di wah-wah. Tutto molto bello e tremendamente esaltante, anche se di fatto questa scelta porterà Richard ad eliminare dalla scaletta sia Black Lines che, soprattutto, Check the Meaning. La prima parte dello show si conclude in sequenza con These People, altro brano dagli echi britpop sulla scia di On a Beach e Paradise, la magnetica New York, e l’immancabile Lucky Man. Il pubblico risponde presente soprattutto sui grandi classici (atteggiamento comprensibile, visto che il nuovo disco deve ancora essere pubblicato), così Ashcroft se la prende un po’ e subito dopo l’esecuzione della title track ci tiene a profetizzare che «la prossima volta ci incontreremo in un posto più grande e tutta la folla canterà questa canzone». Il solito caratterino.

richard ashcroft londra roundhouse 3Dopo una breve pausa eccolo ricomparire in giubbotto rosso fuoco e pantaloni nocciola, accompagnato soltanto dalla sua chitarra, con la quale regala ai fan due versioni da brivido di The Drugs Don’t Work e A Song for the Lovers, facendo ulteriore sfoggio di una voce sublime che a 44 anni non sembra temere affatto lo scorrere del tempo. Il passo successivo è rappresentato da Lonely Soul, collaborazione del 1997 con il duo trip hop degli UNKLE (James Lavelle e DJ Shadow), iniziata con il solo supporto di una base e di alcuni virtuosismi di Wyreman e conclusa insieme a tutta la band. Tra i  musicisti, come già ribadito varie volte, anche il bassista italo-inglese Damon Minchella, ex Ocean Colour Scene, che in più di un’occasione ringrazia i tanti fan italiani presenti in prima fila.

richard ashcroft londra roundhouse 3Dopo quasi due ore di pura adrenalina l’esibizione volge al termine, ma c’è ancora spazio per un paio di fuochi d’artificio. E che fuochi! Prima Hold On, il secondo singolo estratto, un frizzante concentrato di energia positiva, e infine Bitter Sweet Symphony, cantata scalzo in memoria dei bei tempi che furono di fronte ad un pubblico totalmente in delirio. «Have you ever been down?», grida Richard dal profondo dell’anima, e la Roundhouse viene letteralmente giù. «Love and peace to you», il suo solito saluto prima di scomparire dietro le quinte, salire in macchina e correre verso casa insieme alla moglie Kate Radley: neanche il tempo di un autografo o di una foto, ma non è una novità.

richard-ashcroft-londra-roundhouse-16-05-2016-5Chi vi scrive è sicuramente di parte perché di mezzo c’è l’affetto. Ma tutti coloro che sostengono che il rock è morto o lo identificano con alcuni ‘artisti’ e gruppi mediocri che di rock non hanno proprio nulla, dovrebbero recarsi ad un concerto di questo signore. Chi non lo conosce o non lo ha mai ammirato dal vivo non sa cosa si perde. Talento puro, con i suoi alti e i suoi bassi, le sue luci e le sue ombre, esaltazione senza fine, magia, follia, elettricità, amore per la musica. GRAZIE Mr. Richard Ashcroft, sei un personaggio decisamente particolare e le tue scelte non sono sempre condivisibili, ma ogni volta che sali su un palco non si può fare a meno di restare incantati. Essere tuo fan è davvero un privilegio immenso.

La setlist del concerto di Londra:

  1. Out of My Body
  2. This Is How It Feels
  3. Science of Silence
  4. Sonnet
  5. They Don’t Own Me
  6. Music Is Power
  7. Break the Night with Colour
  8. These People
  9. New York
  10. Lucky Man
    Acoustic solo:
  11. The Drugs Don’t Work
  12. A Song for the Lovers
    Encore:
  13. Lonely Soul
  14. Hold On
  15. Bitter Sweet Symphony

Potete trovare l’album fotografico dell’esibizione sulla nostra pagina Facebook ufficiale.

Tutti i video del concerto sono disponibili in HD sul canale YouTube The Gig Channel.

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