Richard Ashcroft al Party in the Park, la riprova di un talento sprecato

richard ashcroft party in the park 2014L’aspetto rassicurante di tutta questa vicenda è che non importa quanto rapidamente passino gli anni e quanto nel frattempo la nostra vita possa cambiare: comunque, da qualche parte, Richard Ashcroft c’è ancora, sempre uguale, con il solito look, la solita splendida voce e le solite canzoni senza tempo. Per riprendere le parole di uno storico brano dei Verve, Gravity Grave, «il tuo mondo continua a girare mentre il mio resta fermo». Già, perché nel magico mondo di Captain Rock non sembra essere cambiato nulla.

Il problema, però, è che proprio questi elementi vanno a formare anche l’aspetto inquietante della vicenda, quello che ha quasi cancellato la speranza nei cuori dei fan del cantante di Wigan e che sta mettendo a dura prova la loro pazienza. La popolarità ai minimi storici, un sito web inattivo da secoli, e soprattutto un album fantasma che forse non vedrà mai la luce: che senso ha andare avanti così, con l’incertezza che sta sempre più assumendo le sembianze della presa in giro?

richard ashcroft party in the park 2014Il 14 novembre a Dubai, durante la prima edizione del festival Party in the Park, Richard si è presentato in scena accompagnato solo dalla sua chitarra e ha dimostrato ancora una volta a tutti quanto grande e sconfinato sia il suo talento. Un talento che lui stesso ha però contribuito ad offuscare, colpa di un orgoglio smisurato e di una serie infinita di scelte quantomeno discutibili. C’è bisogno del palco, il suo habitat naturale, per tornare a risplendere, ma le occasioni in Europa scarseggiano, e allora l’uomo che negli anni Novanta si faceva largo sulle note di Bitter Sweet Symphony adesso trova spazio solo negli Emirati Arabi, non propriamente la culla della musica rock.

Il passato è memorabile, il presente indecifrabile, il futuro forse inesistente. Perché Ashcroft sostiene che «la nostalgia sta diventando soffocante» ma poi dal vivo continua ad infarcire le sue setlist di hit dei Verve, trascurando quasi completamente il suo catalogo solista. Perché va bene non andare più tanto di moda, e non strapparsi i capelli per questo, ma da qui a sparire nel nulla ce ne passa. Perché ci sono tante persone che hanno dato ripetutamente fiducia a questo artista e lo hanno sempre difeso e sostenuto a spada tratta, ma adesso hanno deciso di gettare la spugna. E tutto ciò, a livello umano prima ancora che musicale, è davvero molto triste.

Le canzoni eseguite da Richard Ashcroft (setlist non completa):

  • Bitter Sweet Symphony
  • History
  • Lucky Man
  • Music Is Power
  • Sonnet
  • The Drugs Don’t Work

Potete trovare l’album fotografico dell’esibizione sulla nostra pagina Facebook ufficiale.

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3 thoughts on “Richard Ashcroft al Party in the Park, la riprova di un talento sprecato

  1. E’ un artista , prendiamolo così com’è , non cerchiamo di forzarlo in base alle nostre aspettative o i nostri schemi. A me piace così, ho tutto di lui da solo -che non è molto- , qualcosa anche dei Verve ,e mi accontento dei momenti di grande lirismo e poesia che profonde in alcuni suoi memorabili pezzi in particolare e che sempre mi commuovono .

  2. Penso che non sia semplicemente un’ artista ma un vero genio musicale. Ogni volta che ascolto le sue canzoni non riesco a spiegarmi come riesca a creare brani così incredibili. Il fatto che non si faccia vedere spesso in giro però mi rattrista, perchè immagino stia sprecando occasioni per dimostrare al mondo il suo vero valore.
    Grazie comunque di aver creato questo blog

  3. credo che il genio di ashcroft si chiami male di vivere,quella malattia che nella storia dell’arte fu di molti geni che salivano in vetta e poi ripiombavano in profonda depressione,anche il suo interpretare la vita come contrasto tra le verita’ calpestata continuamente e la morte come soluzione finale ne fa di lui un amleto di shakespeare,dove alla fine il concetto e’:”dormire ,sognare forse…morire; “morire ,dormire ,forse…sognare!

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